PENSIERO POSTUMO PER MAX….CHE ORA CORRE NELLE VERDI PRATERIE DI MANITOU….

Ieri leggendo questa notizia https://www.huffingtonpost.it/2018/09/11/i-veterinari-svelano-cosa-fanno-gli-animali-negli-ultimi-istanti-di-vita-e-qual-e-lerrore-che-i-padroni-commettonosempre_a_23523771/ncid=other_trending_qeesnbnu0l8&utm_campaign=trending ho pensato al nostro caro MAX, uno splendido Labrador nero che ha accompagnato la vita della mia famiglia per 19 lunghi anni terrestri. Aveva appena tre mesi quando entrò a 4 zampe a farne parte.

Era terribile e splendidamente dolce. Ricordo che in occasione del suo primo Natale a casa, aveva poco più di 4 mesi, lo portammo alla spiaggia di San Giovanni a Muravera, c’erano i cavalloni quel giorno di Dicembre e, appena sganciammo il moschettone dal collare, lui corse incontro alle onde. Grande fu lo spavento della sua padrona e mentre in fretta e in furia mi accingevo a recuperalo, lui felice come una pasqua sbucò al volo dalla schiuma di una di esse e molto compiaciuto si appiccicò alle mie gambe sgrullandosi di dosso l’acqua. Lo cazziai molto per quella sua intemperanza, ma lui incurante e conscio della speciale livrea che madre natura gli aveva cucito addosso si abbandonò alle coccole dei miei due figli che a quel tempo facevano in due 15 anni.

Quando  fu il tempo per l’addestramento si misurò con esso con dignitosa anarchia praticamente lo stesso istruttore si arrese e ci consigliò di lasciar perdere. Il meglio di se Max lo dava con gli occhi e quando stava in barca. Si appollaiava a prua, qualunque fosse tragitto e o condizioni del mare, fermo immobile tranne qualche sguardo all’indietro quando per mia sbadataggine tagliavo male l’onda e la barca pestava. La sua immobilità statuaria terminava quando gettavo l’ancora e la ciambella in acqua per far fare il bagno ai miei figli. Da quel momento appena la ciambella toccava l’acqua lui era li vigile.

Potevi pure dormire con i ragazzi in acqua che lui vigilava. Ricordo che il maschio con il passare del tempo fingeva di andare sotto, puntualmente Max lo ripescava e l’accompagnava senza molti complimenti alla scaletta per farlo risalire. Con il passare degli anni suoi e nostri non perse la sua capacità di tutela in barca, ma faceva fatica a risalire dalla scaletta, cosi decisi di far aggiungere un gradino e sollevare di qualche centimetro la plancetta di poppa. Fu felicissimo alla sua prima risalita agevolata anch’io al dire il vero, ricordo che ci sedemmo nella plancetta e discutemmo soddisfatti di quella agevolazione di risalita. E poi cento mille altri momenti tristi e felici, ne richiamo uno: la nascita della mia prima nipotina, Max vantava già 10 primavere terrestri e qualche piccolo acciacco, quella che le era rimasta intatta assieme all’appetito, era la sua naturale propensione alla protezione dei cuccioli d’uomo, lo fece allo stesso modo con il quale proteggeva suo padre e sua zia.

Poi, poi con il trascorrere inesorabile del tempo tanto da non aver mai avuto nessun problema di salute sino ai 17 anni terrestri, cominciarono per lui tempi complessi e difficili sul piano della salute e della deambulazione. Il vecchio combattente ha lottato. maledizione se ha lottato. Una mattina pensammo si fosse persino arreso, mi precipitai a casa e lo trovai sdraiato in giardino immobile lo accarezzai salutandolo e lui si girò e come un vecchio combattente reduce di guerra a fatica ma con dignità si rimise in piedi. Parlammo a lungo io e lui quel giorno.

Quella maledetta malattia gli distruggeva le zampe ma lo lasciava lucido. Chiamai il veterinario ma alla fine convenimmo di lasciar perdere, qualche palliativo medico ma il comando nelle mani della natura. Trascorsero ancora alcuni mesi, non parlava con gli occhi e non giocavamo più, nemmeno Stellina riusciva ad entusiasmarlo, certo scodinzolava quando la vedeva, ma nulla più. Comunicavamo la sera in perfetto silenzio io con il mio sigaro lui sdraiato ai miei piedi immobile felice anche solo del cenno di una carezza che dalla testa scendeva sulla guancia sino a lambire i suoi antichi e possenti pettorali che risaltavano quando giovani entrambi ci divertivamo io con la mano e lui con la bocca a tirare da parti opposte una vecchia zirogna.

Poi una mattina una telefonata della mia compagna mi dice che con dolcezza e in sua presenza Max è andato nelle verdi praterie di Manitou, come direbbe Kit Carson. Adesso che so cosa hai provato ti vedo ancora che corri leggiadro, felice e prepotentemente indisciplinato…….

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